Torre di Bellosguardo

25 LAREINVENZIONE ROMANTICA (XIX SECOLO) Nel XIX secolo, nel clima della riscoperta medievale romantica, la villa subì modifiche decorative comprendenti inserimenti architettonici neo-medievali e abbellimenti araldici. Alcuni elementi furono restauri autentici; altri ricreazioni imaginative di un passato fiorentino idealizzato. UN SALOTTO COSMOPOLITA Allafinedel XIX secolo lavilla fuaffittatadaLadyWalburgaPaget, moglie dell’ambasciatore britannico. Sotto la sua influenza, Bellosguardodivenne un raffinato salotto culturale frequentato da membri dell’aristocrazia europea e circoli artistici. 1913: INIZIA L’ERA FRANCHETTI Il 16 marzo 1913 la proprietà fu venduta dalla famiglia Roti Michelozzi alla baronessa Marion von Hornstein Franchetti (nelle pagine precedenti), moglie del barone Giorgio Franchetti. Dopo la loro separazione, Marion si trasferì a Firenze, dove si innamorò della Torre di Bellosguardo e la fece diventare la propria dimora. Il barone Giorgio Franchetti, nonno dell’attuale proprietario Amerigo Franchetti, era proprietario della Ca’ d’Oro a Venezia, che restaurò con grande cura e arricchì di opere d’arte prima di donare sia il palazzo sia la sua collezione allo Stato italiano. La passione per il restauro e la rinascita degli edifici storici è rimasta un tratto distintivo della famiglia. Amerigo Franchetti ha continuato questa tradizione, dedicandosi alla attenta conservazione e valorizzazione della Torre di Bellosguardo. Durante il periodo di Marion alla Torre di Bellosguardo furono aggiunti bagni alle stanze principali, venne installato un ascensore e la villa fu adattata per accogliere ospiti paganti di riguardo, mantenendo al tempo stesso la sua atmosfera storica. LUIGI FRANCHETTI: LA MUSICA E GLI ANNI DELL’EDUCAZIONE Alla morte della madre, la villa passò al figlio Luigi Franchetti. Luigi — affettuosamente chiamato Luigino — era un pianista raffinato e di grande talento, profondamente legato al mondo artistico del suo tempo. Di fronte alla responsabilità di mantenere una proprietà tanto vasta e stratificata, scelse di mantenerla viva aprendola all’educazione. La Torre di Bellosguardo fu affittata a istituzioni prestigiose, tra cui il Sarah Lawrence College e l’International School of Florence. Quando Luigino morì, la Torre si trovò nuovamente a un bivio. LA DECISIONE DI AMERIGO: VENDERE O SALVARE? Alla morte di Luigi, suo figlio Amerigo Franchetti si trovò davanti a una scelta decisiva. Vendere la proprietà? O salvarla? Insieme alla moglie dell’epoca, Michelle, scelse il restauro. Nel 1988 la Torre di Bellosguardo aprì come hotel . OGGI: UNA VISIONE CONSAPEVOLE Oggi la proprietà rimane sotto la custodia di Amerigo Franchetti e della seconda moglie Ana. La loro filosofia è preservare l’atmosfera storica della villa, mantenerne le irregolarità e la patina, e resistere all’omologazione che ha trasformato molte dimore storiche in ambienti di lusso impersonali e privi di carattere. Qui la vista su Firenze è rimasta immutata. Gli affreschi continuano a parlare di Carità. La torre si erge ancora—non come fortezza,ma come casinodi caccia del XIII secolo divenuto villa rinascimentale e sopravvissuto perché qualcuno ha scelto di non lasciarlo scomparire.

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